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Per il centenario dalla nascita di Gianni Rodari: io e Cipollino

Rodari non fece mai cenno alla propria attività creativa: solo poco prima di rientrare in Italia, regalò ai russi alcune copie dei suoi libri. Quanti scrittori o pseudo tali hanno compiuto speranzosi, in URSS e non solo, questo semplice gesto, senza che ne derivasse alcunché! Nel caso del poeta di Omegna, invece, quest’azione gli avrebbe cambiato la vita”.

Il libro di Anna Roberti

Si è da poco festeggiato il centenario della nascita di Gianni Rodari, lo scrittore per antonomasia della mia (e non solo) infanzia. Rodari è stato molto importante per la mia formazione di bambino e di lettore perché mi ha insegnato il rispetto per gli altri e il diritto alla fantasia.

 Io ho avuto la fortuna di nascere bilingue: parlo sia russo sia italiano. Quando ero più piccolo non capivo questo mio dono, anzi, ero molto confuso tra le due lingue. Alcuni termini mi venivano (e mi vengono tutt’ora) in una o nell’altra lingua. Soltanto ora capisco la ricchezza del bilinguismo, anche se, a volte, sono ancora confuso sulla mia identità linguistica. Per certi versi mi sento e sono italiano, per altri mi sento e sono russo. Ogni volta tento di conciliare queste mie due anime per rendere tutte le mie sfaccettature. Ora vi chiederete perché vi abbia raccontato tutto questo, se devo parlare di Rodari.

Ebbene, io associo il mio bilinguismo anche e soprattutto a Gianni Rodari e al suo Cipollino. Il mio rapporto con lo scrittore di Omegna è cominciato, quando, da bambino, i miei genitori mi leggevano le opere di Rodari ad alta voce: mio padre in italiano, mia madre in russo. Ero ossessionato dalle sue storie e ne chiedevo sempre di nuove. Prima i miei genitori, poi io abbiamo consumato le edizioni dei libri di Rodari che abbiamo in casa. Sono cresciuto con questa doppia versione di Rodari: una legata alla Freccia azzurra e alle Favole al telefono, l’altra a Чиполлино и другие (Le avventure di Cipollino e altri racconti).

È proprio Cipollino, nella sua versione russa, ad avermi stregato per primo. Mi ricordo ancora quanto rompevo le scatole a mia madre affinché mi leggesse le avventure di Cipollino, per mettermi a letto il pomeriggio. La lettura di Rodari era anche divisa in due momenti: il pomeriggio mi veniva letto il libro di Džanni, mentre la sera quello di Gianni.

Rodari, grazie alle avventure di Cipollino, mi ha fatto superare la mia schizzinosità verso alcuni ortaggi. Ad esempio, da piccolo, ero allergico al pomodoro e, anche quando mi è passata l’allergia, non ne volevo proprio sapere di mangiarne. I miei genitori le hanno provate tutte, ma non c’è stato verso di farmi cambiare idea. Poi, però, grazie al cartone animato sovietico, tratto da Cipollino, ho visto il pomodoro come un antagonista da affrontare e vincere, come fa Cipollino.

Io sono sempre stato particolarmente legato alla storia e al cartone di Cipollino perché mi ricordano una parte felice della mia infanzia. Tutt’ora non ho ancora letto, da adulto, nessuna opera di Rodari né in italiano né in russo, come per non rovinare le emozioni dei miei ricordi.

Quest’anno, però, ho letto Cipollino nel Paese dei Soviet di Anna Roberti, pubblicato da Edizioni Lindau, che affronta il rapporto tra Gianni Rodari e l’URSS. Devo ammettere che non conoscevo nulla della vita di Rodari e di questo suo stretto legame con la Russia, non mi sono mai documentato su di lui. Non sapevo che Rodari fosse comunista, anzi, che fosse uno degli intellettuali di punta del PCI e non immaginavo minimamente che avesse visitato così spesso l’Unione Sovietica. Per me, non è mai stato strano avere i libri di Rodari in russo perché, ingenuamente, pensavo fossero solo delle traduzioni recenti dei classici mondiali della letteratura per l’infanzia.

Grazie al saggio di Roberti, ho scoperto ancora un altro Gianni: un uomo aperto, timido e un bravissimo ascoltatore dei più piccoli, che venivano trattati non come bambini, ma come pari. Ritrovare e, soprattutto, scoprire Rodari così umano mi ha fatto bene e mi ha spinto a voler leggere le sue opere in italiano.

Il saggio è molto ben strutturato e riccamente documentato con varie fonti sia dirette sia indirette. La ricchezza della bibliografia è uno dei punti cardine del libro e mi ha fatto scoprire un Rodari inedito o comunque sconosciuto ai più. Nonostante sia un’opera saggistica, ho percepito l’estremo amore di Anna Roberti nei confronti di Rodari. La sua figura è restituita in maniera molto vivida e, a volte, sembra di sentire la voce di Gianni venire dalle pagine. Molto interessante è la ricerca dei rimandi alla Russia e alla sua cultura all’interno dei racconti e delle filastrocche del poeta di Omegna.

Leggere questo libro, per me, è significato ritornare ai ricordi d’infanzia e recuperare una curiosità (quasi sopita) verso la sua opera. Mi sono sentito nuovamente bambino e, devo ammettere, c’è stato anche un rewatch del cartone animato che non vedevo da troppi anni.

Ritornare alle parole di Rodari e ritornare bambini, in questo periodo storico, è quanto mai un dono inestimabile. Lasciamoci cullare e riscopriamo il nostro bambino/la nostra bambina interiore, godendo della fantasia smisurata di Rodari.

La famosa copia consumata delle avventure di Cipollino in russo

Ringrazio Edizioni Lindau per avermi fatto tornare bambino e per avermi omaggiato di una copia del libro.

Se volete guardare il cartone animato, cliccate qui

A presto,

J.

Titolo: CIpollino nel Paese dei Soviet. La fortuna di Gianni Rodari in URSS (e in Russia)

Autore: Anna Roberti

Casa editrice: Edizioni Lindau

Numero pagine: 238

Prezzo: 18,50

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